Garou – Il mese del mostro

Mostro è colui che fuoriesce dall’insieme della normalità, ma chi definisce questo insieme? Quali sono i criteri da utilizzare? E’ effettivamente una distinzione così netta? L’opera One-Punch Man ci fornisce un importante spunto di riflessione.

In una società divisa tra eroi e mostri, in cui è ormai assiomatico che i primi debbano sconfiggere i secondi, il giovane Garou non accetta questa petizione di principio e si chiede “perché”? 
Perché gli esseri misteriosi devono essere battuti da personaggi tronfi ed egocentrici, ma acclamati in quanto eroi? 
Perché non sono proprio i mostri ad essere definiti eroi?
Hanno un ideale forte a cui si aggrappano, sono temprati da mille sofferenze e sforzi per poter raggiungere i propri obiettivi, hanno un passato a dir poco turbolento e lottano con tutte le forze per uscirne: incarnano esattamente la definizione di eroe, non pensate?

…dipendiamo sempre dalle opinioni degli altri, ci sembra migliore ciò che ha un gran numero di aspiranti e di elogiatori e non ciò che va lodato e ricercato per il suo intrinseco valore, così come una strada la giudichiamo buona o cattiva non di per se stessa, ma dalla quantità delle impronte e dal fatto che fra queste non ce ne sia nessuna che torni indietro.

Seneca, De Otio.

Garou è cresciuto con un particolare senso critico che spesso manca ai suoi coetanei, che si palesa nelle sue riflessioni sugli scontri tra eroi e mostri e viene ulteriormente alimentato dal bullismo che ha subito a scuola.
Per “gioco” i bambini simulano i combattimenti che vedono in televisione; lui – che non avrebbe voluto lottare, e dunque considerato “sfigato” – era costretto dalla classe a fare l’essere misterioso: trattenuto da più persone, veniva quotidianamente preso a calci dal ragazzo – ovviamente il più popolare della classe – che inscenava i panni dell’eroe.
Per Garou il mondo ha perso la testa, si è passivamente arreso a seguire la quantità delle impronte ed ha voltato lo sguardo dall’intrinseco valore.

Incompreso da familiari, compagni e professori, Garou ha sviluppato un odio viscerale verso la categoria degli eroi, verso la divisione del mondo fra bene e male. 
Come annuncia lui stesso – “voglio distruggere questa divisione” – il suo obiettivo è diventare un essere misterioso temuto da tutti, vuole riscattare il ruolo del mostro!
Eppure, non uccide nessuno.
Eppure, va oltre i suoi limiti ogni combattimento.
Eppure, difende un debole ragazzino dagli attacchi sia di eroi che di esseri misteriosi.

È dunque giusto qualificarlo come mostro noncuranti dei suoi ideali, delle sue azioni? Le nostre stesse sensazioni ci dicono di no, sfido chiunque a dire di non aver simpatizzato per il personaggio durante le mille tribolazioni.
Perché allora non essere più cauti, nel quotidiano, a prendere una posizione netta? Analizzando, anche solo per un secondo in più, ciò che stiamo leggendo/ascoltando, per quanto l’opinione pubblica – o quella che ci sembra esserlo, data la nostra filter bubble – sembra essere chiaramente schierata.

Quando sarete di primo acchito sicuri di qualcosa, ricordatevi che l’antieroe Garou – sebbene venga bollato come mostro – è umano, ancor di più: è un vero eroe.


Vi invitiamo a proseguire la lettura con gli articoli correlati:
Introduzione
Il Taglialegna
Isabella
BoJack

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4 pensieri su “Garou – Il mese del mostro

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