Scomodando un’antica tradizione che ha formato il cammino e lo sviluppo di tutta la filosofia occidentale, Zetein [ζητέιν, infinito presente del verbo ζητέω (zeteo), “ricercare”] è il termine che denota la ricerca che l’uomo millenni fa ha intrapreso, con lo scopo di comprendere se stesso e la sua realtà.
Con questo spirito, e con rinnovata passione, oggi è nato questo spazio che, pur nel nostro piccolo, tenta di portarne avanti la missione fondatrice tramite il Blog, i nostri profili social e il podcast “Zetein – Prospettive a Confronto“.
In un’epoca di verità veloci e crescente polarizzazione, è sempre più frequente la tendenza a muoversi entro un ambito delimitato di convinzioni acquisite – la propria bolla – e si cede sempre più spesso al bias di conferma (“pregiudizio di conferma” in italiano) – uno dei tanti bias cognitivi che intervengono nei nostri processi decisionali.
Si è parziali nell’esaminare idee e informazioni, attribuendo maggiore credibilità a quelle che confermano le nostre ipotesi e, al contrario, ignorando o sminuendo quelle che le contraddicono.
La capacità di valutare opinioni e argomenti viene messa a rischio, favorendo la propaganda per slogan, il disprezzo per l’opinione degli esperti e la polarizzazione nel dibattito pubblico.
Questo fenomeno è più marcato nel contesto di argomenti che suscitano forti emozioni, o che vanno a toccare credenze profondamente radicate, ed esacerbato dal mondo in cui viviamo, fatto di verità veloci.
Una delle possibili soluzioni è confrontarsi con opinioni diverse dalle proprie, ma quando “le posizioni a favore o contrarie vengono presentate da persone tra cui c’è un rapporto di diffidenza, e che si attaccano a vicenda sulle motivazioni di quelle posizioni, la polarizzazione politica si intensificherà, dal momento che gli spettatori tendono a identificarsi con una delle parti e rappresentare in modo caricaturale la posizione opposta” (Cass Sunstein).
Non esiste una soluzione univocamente condivisa. Ciononostante, il primo passo è – come sempre – tentare di comprendere la prospettiva altrui, rendendosi conto della propria limitatezza personale e della complessità della realtà (non riducibile a dei semplici e stilizzati “pro” e “contro”).
Ne consegue un ambiente diversificato, fatto di condivisioni, specificazioni e contraddizioni, costituendo così uno spettro ampio e complesso di opinioni al fine di eludere il meccanismo di conferma del proprio bias. Soprattutto, è aperto a tutti. Anche a voi, cari lettori.
Lo strumento attraverso il quale tentiamo di far scoppiare la “bolla” e spezzare il “bias di conferma” è il concetto di “situazione discorsiva ideale”, elaborato da J. Habermas nella sua “Etica del discorso” secondo cui un’argomentazione razionale sensata presuppone implicitamente alcune pretese universali di validità:
- Giustezza: ogni dialogante deve rispettare le norme della situazione argomentativa – ad esempio, ascoltare le tesi altrui o ritirare le proprie, qualora si siano dimostrate false;
- Verità: ogni dialogante deve formulare enunciati esistenziali appropriati;
- Veridicità: ogni dialogante deve essere sincero e convinto dei propri asserti;
- Comprensibilità: ogni dialogante deve parlare in modo aderente al senso e alle regole grammaticali.
Naturalmente, queste pretese implicano che la comunicazione avvenga tra soggetti liberi, senza condizionamenti, autorità o interessi, ma soltanto sulla base della capacità di convincimento delle ragioni migliori.
Se anche una sola di queste quattro pretese non è soddisfatta, allora crolla la possibilità di un’intesa tra gli interlocutori; se invece tutte le pretese sono soddisfatte, si ha la “situazione discorsiva ideale”, ossia un modello di società giusta incentrata sull’uguaglianza dei dialoganti. Una società che coincide col modello di comunità democratica, composta da uomini uguali, liberi e dialoganti su questioni collettive nel tentativo di risolvere razionalmente i propri conflitti di interessi.
Membri del team
- Antonino Matafù
- Chiara Costantino
- Guglielmo Finotti
- Andrea Cofano
- Irene Fregonese
- Giacomo Calanna
- Angelo Scuderi
- Martina Mincuzzi